Blog Amazing things that
bring positive results

Video clip del nuovo singolo del cantante Daniel Danz co-prodotto da Sidebloom

 

Pisa, 12 novembre 2013 – Non sono in molti ad aver pensato a Pisa come scenografia per una canzone. L’idea è venuta a Daniel Danz, musicista polistrumentista, compositore e paroliere brasiliano. Venuto nella città della Torre per un corso avanzato in cardiologia (sta per laurearsi in medicina), se ne è innamorato all’istante. E qui ha deciso di ambientare il videoclip del suo secondo singolo, “Inevitàvel”, co-prodotto dall’agenzia pisana di comunicazione e marketing Sidebloom, che ha curato anche la regia della clip e che si sta occupando sia della promozione in Europa, sia del suo sito web (danieldanz.com, dove, oltre che su itunes, si può acquistare a 1 euro il brano).

«Daniel ha conosciuto via internet un nostro collaboratore, direttore della fotografia a Roma – hanno spiegatoDavide Ferro e Francesco Sani di Sidebloom –, e lui lo ha messo in contatto con noi per portare a compimento questo lavoro. Ad agosto abbiamo girato il video della canzone in tre giorni, cercando una mediazione tra budget ridotto e clip con una resa di alta qualità. Risultato centrato grazie anche e soprattutto alla disponibilità di alcuni operatori pisani, come Nicola Piegaja, proprietario dell’hotel Royal Victoria, dove è ambientato gran parte del video e da cui abbiamo realizzato degli scorci significativi della nostra città, la Pisa Music Academy della Fontina e i proprietari di Palazzo Ruschi nel quartiere di San Francesco. L’attrice che ha partecipato al video è invece Francesca Colucci, pugliese neolaureata all’ateneo pisano, a cui va il grande merito di aver avuto una pazienza infinita nei momenti più duri delle riprese».

Ma chi è Daniel Danz?
Nato nello stato di Bahia, fin da piccolo ha avuto la passione della musica e ha imparato a suonare da solo il pianoforte e altri strumenti. Poi ha scelto la strada della medicina, studiando chirurgia nel prestigioso ateneo della UNIT. Ma la musica non lo ha mai abbandonato, lui che può essere inscritto nel genere del rock melodico con interessanti sviluppi pop. L’esigenza di comunicare con le parole unite alla melodia gli ha fatto mettere da parte più di quaranta composizioni, di cui dieci incise.

Un album? «O quest’anno o il prossimo», dice. Per ora si va avanti di canzone in canzone. La sua storia musicale è iniziata con il precedente singolo, il primo, “Amor à distancia” che gli ha consentito di raggiungere, senza etichette o sponsor, più di 100mila visualizzazioni su Youtube e una certa notorietà nelle università, che in America hanno molto più spazio rispetto alle nostre per chi ha qualcosa da dire. E infatti ha avuto l’opportunità di esibirsi su Rete Globo (un po’ come la nostra Rai) e di ricevere attenzioni da radio e giornali.

“Amor à distancia” disegna sul pentagramma una storia vera. Nel gennaio del 2010 più di 900 persone persero lavita, vittime delle terribili piogge nella regione serrana di Rio de Janeiro. Nel mezzo alla tragedia, Danz (questo il suo nome d’arte), trasferito nella città di Aracaju da due anni, visse una storia d’amore con una ragazza di Teresopolis (dove è avvenuto il nubifragio). Ed ecco “Amor à distancia”.

La cosa più gratificante del successo di amore a distanza non furono le numerose visualizzazioni sul web, ma la quantità di cartoline e di email inviate da persone che avevano vissuto una storia d’amore o perso amici e parenti nella tragedia di Teresopolis e che, ascoltando la sua canzone, si sono rispecchiati nei fatti che hanno vissuto in quei giorni. «Si è creata un’immediata empatia tra le persone e la canzone – ha spiegato in seguito Danz –. Questo vuol dire che a prescindere dai gusti musicali, dal fatto che le mie canzoni possano piacere o meno, il messaggio che desideravo è arrivato alle persone: scrivo col cuore, senza troppe infrastrutture mentali, senza cercare le luci della ribalta o atteggiamenti sopra le righe. Spero che ciò arrivi anche con “Inevitàvel”».

Chiudiamo il cerchio e torniamo proprio a “Inevitàvel”. Per amore di una “mogoliana” spiegazione, l’autore parla dell’incanto e del disincanto del cuore basato sulle sue esperienze di vita. E per questo ha pensato ad un posto per lui straniero e lontano: per mettere idealmente distanza fra lui e la persona amata, avendo realizzato che ormai non può più essere sua. Un posto proprio come Pisa, capace di dipingere un lucente orizzonte di futuro.

Francesco Bondielli

Comments (0)

    Add a Comment